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Aquae: visibilia et invisibilia. Mostra di Paolo Campagnolo a cura di Sveva Zavaglia

AQUAE: Visibilia et Invisibilia

di Paolo Campagnolo

A cura di Sveva Manfredi Zavaglia

San Casciano dei Bagni – 8 dicembre 2023 – 10 marzo 2024

 

(San Casciano dei Bagni, Siena) – “Aquae”: Visibilia et Invisibilia dell’artista internazionale Paolo Campagnolo, a cura di Sveva Manfredi Zavaglia è un progetto d’arte diffusa che intende creare un viaggio esplorativo nella storia del territorio di San Casciano dei Bagni, al confine tra Valdichiana Senese – candidata a Capitale Italiana della Cultura 2026 – e la Val D’Orcia. Vernissage venerdì 8 dicembre 2023 alle 12.00 presso Fonteverde, Località Terme, 1, San Casciano dei Bagni (Siena). Un racconto attraverso la sua comunità in un percorso tra i piccoli borghi le loro acque con le opere di Paolo Campagnolo, dalla città di San Casciano dei Bagni, a Celle sul Rigo, al Castello di Fighine, a Palazzone fino a Trevinano, reimpaginando antiche tecniche artistiche attraverso nuove prospettive e semantiche innovative, tra luce e riflessi. Le Opere in mostra si troveranno in un percorso dettagliato e descrittivo: nel Comune di San Casciano a Fonteverde e nel Ristorante Bar Daniela e presso Borgo La Novella; a Celle presso Il Poggio e “Chi cerca trova”; nel Ristorante Castello di Fighine Heins Beck Seasons; nel Poder Nuovo di Giovanni Bulgari a Palazzone e nel Ristorante la Parolina a Trevinano.

 

Il titolo scelto, Aquae – parola latina“acque” è simbolo fondamentale per la sopravvivenza e svolge un ruolo cruciale in molti aspetti della vita quotidiana, infatti è dedicato alla città di San Casciano Dei Bagni e le sue meravigliose ricche acque termali e dintorni. Gli Arazzi di Paolo Campagnolo, site specific, accompagnano il visitatore in questo viaggio ritrovando quel dualismo tra cielo e terra in una vera e propria esperienza. La composizione delle opere è con colori ad olio e materia, realizzate meticolosamente a mano con tele lavorate e dipinte in un lungo e attento processo di composizione. I colori prendono vita quando gli acidi si mescolano con una vasta gamma di materiali, tra cui colle pigmentate, foglie d’oro o d’argento, metallo e celluloide. Arazzi creati tra l’astratto, con motivi geometrici e trame di luce con tracce di figurativo. Appaiono personaggi mitologici come Nettuno, Dio supremo dell’acqua che rappresenta la forza della natura.  Esploriamo i concetti di tempo e di rituale attraverso una lente mitologica. Un’ uso innovativo del colore, tra blu, argento e oro, con alcune punte di rosso in delicatezza, della forma e della composizione. Opere che sfidano la percezione e stimolano l’immaginazione degli spettatori creando questa esperienza quasi interiore, con qualità immersive della luce riflessa che sono la base del suo linguaggio artistico.

Paolo Campagnoloartista nato a Roma nel 1965, vive tra Roma e Venezia. Dal 1989 al 1995, ha vissuto, lavorato ed esposto a Londra, Berlino e Roma. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ed ha proseguito la sua carriera a livello internazionale, vivendo tra Londra, Berlino e Roma. Crea e sperimenta tecniche artistiche diversificate, spaziando dalla pittura alle composizioni mixed-media e alle installazioni. Paolo Campagnolo crea opere per importanti gallerie, istituzioni internazionali e per collezionisti privati collaborando in diverse città come Istanbul, Tokyo, New York e Sydney. Campagnolo ha lavorato per diversi anni con Salvo Biondo come parte del duo artistico Campagnolo-Biondo, creando un ampio corpus di opere tridimensionali che hanno rappresentato un nuovo linguaggio pittorico basato sull’esplorazione della luce e della materialità dove il colore emerge come ricerca di vibrazioni particolari. Paolo Campagnolo continua questa eredità nella sua pratica attuale con antiche tecniche artistiche attraverso semantiche innovative.  Le sue opere fanno parte di collezioni private in Usa, Europa, Asia e Australia. www.paolocampagnoloart.com

Mostra: AQUAE: Visibilia et Invisibilia di Paolo Campagnolo -San Casciano 8 dicembre 2023 – 10 marzo 2024

a cura di: Sveva Manfredi Zavaglia – smz@consultant.com

Info:  Comune di San Casciano dei Bagni (SI)- Piazza della Repubblica, 4- Tel.+39 0578 269500

Orari: di apertura dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00

FonteverdeLocalità Terme, 1, San Casciano dei bagni SI – Tel +39 0578 57241  

info@fonteverdespa.com orari visite sempre aperto: ore 8.30/23.00

 

 

Commento alla mostra della curatrice

 

“Antropocentrismo gestuale nell’opera di Paolo Campagnolo”

Testo di Sveva Manfredi Zavaglia – Curatrice

 

C’è un nuovo racconto pieno di luce e memoria nell’ultima serie delle opere di Paolo Campagnolo che rappresentano arazzi astratti o di miti con tracce di figurativo creati su tele con fondo blu, foglie d’argento o d’oro. Trame di luce con tracce di figure, un tuffo per ricordare con leggerezza ed eleganza quei tempi passati, pieni di prosperità, felicità e tranquillità. Un ritorno al passato con immagini, per un futuro migliore pieno di speranze.

 

La nuova strada e la novità di Paolo Campagnolo sta nell’ideologia artistica e nell’anticipazione che prende atto dell’antropocentrismo gestuale dell’opera e si situa in un orizzonte in cui le certezze vengono erose e sconvolte per poi essere pian piano ricomposte creando splendidi Arazzi di varie dimensioni, dai grandi di oltre il metro ai più piccolini di dieci centrimetri, è tutto studiato nei minimi dettagli con eleganza. La forma dei piccoli ritagli di tela e l’effettuo continuo della composizione è naturale, come dei piccoli fossili archeologici in una dimensione lirica, si muovono e non, in sequenza, privilegiando lo spirito concettuale articolato e minimalista dell’operazione pittorica.

 

Questa luce è quella nuova energia che ci permette di vedere quell’oltre nell’immaginario. L’attualizzazione dell’artista sta nel ricostruire attentamente quell’attenzione appare all’occhio attento attraverso suggestioni spaziali quali raggi luminosi e vibrazioni dei pigmenti che compongono l’opera, tracce cromatiche, indeterminate e non, create da agenti corrosivi come lampi di coscienza liquidi.

Il mondo di Paolo Campagnolo racconta prima delle sue opere scomposte, che conosce, apprezza e in seguito ricompone attentamente. Rappresentano l’essere umano nella sua vita, con piccoli pezzi di tela ritagliati e riutilizzati come per ricucire l’anima della tela stessa e per completarla. La tela a sua volta si riempie di nuovo ma con tracce di luce, create dal colore in modo gestuale per contenere il tempo. la storia è un’entità composta da strati che contengono tutte le tracce della memoria collettiva e dell’esperienza vissuta. Ciò si esprime concettualmente e fisicamente nel mio lavoro, attraverso la natura ripetitiva del mio processo tecnico, guidato dal ritmo e dall’istinto.

 

La sua ricerca viene su ispirazione dell’Expanded Painting, è il risultato di un intenso lavoro e un’evoluzione naturale in direzione dell’essenziale. Come nell’arte giapponese dove tutto è ricerca di quella leggerezza, tra i piccoli ritagli di tela. Possiamo leggere la sua ipotesi pittorica che inizia dal figurativo per approdare fino all’astratto per raggiungere oltra la quinta dimensione, nel silenzio in dialogo con la natura e la sola luce colorata. L’opera è una ricerca continua del principio unitario di base universale del “pensare pittura”.

Lo spazio dell’opera stessa diventa tridimensionale e caratterizzato dal punto di vista prescelto dall’osservatore come prima descritto. Ugualmente diventano tridimensionali i colori che in esso appaiono. Tutto diventa unico nella concretezza nell’esistenza. L’immagine di spazio che percepiamo agli occhi si identifica con l’immagine spazio della nostra mente. Le opere di Paolo Campagnolo infatti portano alla riflessione intellettuale sul dato percepito, prima del vedere mentale: come luoghi di viaggi, sensazioni, idee; e poi con gli occhi, -come raccontava Argan- nella creazione della pura forma dell’opera.

 

La gestualità prende atto del destino creando opere piene di energia, seguendo un immaginario redatto dal sentimento dell’attimo, con una coloritura tutta nuova e diversa. Il colore è ripetuto, ma mai con sequenze uguali: si passa dall’oro, all’argento fino ai colori tenui, per dar forme legate più alla spiritualità dell’artista stesso. Le opere in mostra giocano su vari livelli di lettura, fuori dal tempo e dallo spazio: abbiamo quelle che lo spettatore può ammirare da una certa distanza che permettono di cogliere l’effetto ritmico musicale della cromaticità, della luce, come del segno complessivo; e quelle da ammirare a distanza ravvicinate che consentono una fruizione più intima, con visioni singole come micro-frammenti di racconti. Cosi che lo spettatore ogni volta può incontrare un luogo diverso e una lettura intima personale. Tutti gli elementi nel loro insieme della mostra formano una articolata opera unitaria, come un racconto di un viaggio.

 

Tutto il suo lavoro ha sempre un occhio rivolto alla scienza, all’evoluzione, come alla natura introspettiva dell’artista è un moto continuo di trasformazione della realtà estrema. Un’organizzazione spaziale, geometrica, matematica, scientifica che arriva alla purezza nitida della materia pittorica. L’artista esprime la dimensione concettuale della sua pittura.  Con questi aspetti, affioramenti pittorici, residui e materia e queste sonorità da parte di Campagnolo, che spesso lavora tono su tono, insegue le tante sfumature e gradazioni possibili in modo naturale, ci ritroviamo significati e tensioni mistiche come impronte e frammenti dell’anima che alludono ad un ricordo, un passaggio di esistenza in presenza assenza, tra il visibile e l’invisibile. Nel suo racconto, ci crea uno spazio immaginario in piena libertà e ci lascia riflettere sull’interpretazione oltre l’opera stessa.

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